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Vita della Comunità - dal 22 al 29 marzo PDF Stampa E-mail
Scritto da Raffaele   
domenica 22 marzo 2020

VITA DELLA COMUNITA’

Parrocchie San Nicolò di Tauriano e San Biagio di Istrago

33097 TAURIANO (PN), Via Libroia 13 / Tel. 0427 2063

DOMENICA 22 MARZO 2020. QUARTA DI QUARESIMA

IO SONO LA LUCE DEL MONDO, DICE IL SIGNORE;

CHI SEGUE ME, AVRA’ LA LUCE DELLA VITA

 

 

 ORARI E INTENZIONI DELLE SANTE MESSE DELLA SETTIMANA


Domenica 22 marzo. Quarta di Quaresima
ISTRAGO. + DE ROSA RENZO. LINZI FRANCO
TAURIANO. + ROBERTI GREGORIO, ITALIA E GELINDO SACCAVINO

 Lunedì 23 marzo. Tauriano ore 8.30
+ CANCIAN MARIA

Martedì 24 marzo. Tauriano ore 8.30

Mercoledì 25 marzo. Annunciazione del Signore. Istrago ore 8.30


Giovedì 26 marzo. Tauriano ore 8.30
+ ZAVAGNO ASSUNTA
Venerdì 27 marzo. Tauriano ore 8.30
Sabato 28 marzo. Tauriano ore 8.30
+ PITTON ANTONIO E CRICCO ANTONIA
Domenica 29 marzo. Quinta di Quaresima
TAURIANO. + MARTINA BRUNO
ISTRAGO. PER LA COMUNITA’


AVVISO IMPORTANTE AI FEDELI
Il Parroco celebra ogni giorno alle ore 8.30, la Santa Messa in forma privata. Sono quindi assicurate le celebrazioni e le intenzioni per i defunti nel giorno stabilito dagli stessi fedeli. Vi invito tutti ad unirsi spiritualmente a me ogni giorno nella santa Messa, e pregare insieme con fede il Signore per la liberazione e la salvezza dal flagello del corona virus. Don Paolo.


Mercoledì 25 marzo, ricorre la solennità dell’Annunciazione dell’Angelo a Maria. Invochiamo con fede la Vergine santissima perché interceda per tutti noi in questo momento di sofferenza e di prova. 


 

Dal Vangelo secondo Giovanni: 9, 1.6-9.13-17.34-38 (forma breve)
In quel tempo, Gesù 1passando, vide un uomo cieco dalla nascita; 6sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco 7e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe» – che significa Inviato. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.
8Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». 9Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!».
13Condussero dai farisei quello che era stato cieco: 14era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. 15Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». 16Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c’era dissenso tra loro. 17Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!».
34Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori.
35Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». 36Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». 37Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». 38Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui.
Il protagonista del racconto è l'ultimo della città, un mendicante cieco dalla nascita, che non ha mai visto il sole né il viso di sua madre. Così povero che non ha nulla, possiede solo se stesso. E Gesù si ferma per lui, senza che gli abbia chiesto nulla. Fa un po' di fango con polvere e saliva, come creta di una minima creazione nuova, e lo stende su quelle palpebre che coprono il buio. In questo racconto di polvere, saliva, luce, dita, Gesù è Dio che si contamina con l'uomo, ed è anche l'uomo che si contagia di cielo; abbiamo uno sguardo meticcio, con una parte terrena e una parte celeste. Ogni bambino che nasce “viene alla luce” (partorire è un “dare alla luce”), ognuno è una mescolanza di terra e di cielo, di polvere e di luce divina. «Noi tutti nasciamo a metà e tutta la vita ci serve per nascere del tutto» (M. Zambrano).
La nostra vita è un albeggiare continuo. Dio albeggia in noi. Gesù è il custode delle nostre albe, il custode della pienezza della vita e seguirlo è rinascere; aver fede è acquisire «una visione nuova delle cose» (G. Vannucci). Il cieco è dato alla luce, nasce di nuovo con i suoi occhi nuovi, raccontati dal filo rosso di una domanda ripetuta sette volte: come ti si sono aperti gli occhi? Tutti vogliono sapere “come”, impadronirsi del segreto di occhi invasi dalla luce, tutti con occhi non nati ancora. 
La domanda incalzante (come si aprono gli occhi?) indica un desiderio di più luce che abita tutti; desiderio vitale, ma che non matura, un germoglio subito soffocato dalla polvere sterile della ideologia dell'istituzione. L'uomo nato cieco passa da miracolato a imputato. Ai farisei non interessa la persona, ma il caso da manuale; non interessa la vita ritornata a splendere in quegli occhi, ma la “sana” dottrina. E avviano un processo per eresia, perché è stato guarito di sabato e di sabato non si può, è peccato... 
Ma che religione è questa che non guarda al bene dell'uomo, ma solo a se stessa e alle sue regole? Per difendere la dottrina negano l'evidenza, per difendere la legge negano la vita. Sanno tutto delle regole morali e sono analfabeti dell'uomo. Anziché godere della luce, preferirebbero che tornasse cieco, così avrebbero ragione loro e non Gesù. Dicono: Dio vuole che di sabato i ciechi restino ciechi! Niente miracoli il sabato! Gloria di Dio sono i precetti osservati. Mettono Dio contro l'uomo, ed è il peggio che possa capitare alla nostra fede. E invece no, gloria di Dio è un mendicante che si alza, un uomo che torna a vita piena, «un uomo finalmente promosso a uomo» (P. Mazzolari).
E il suo sguardo luminoso, che passa e illumina, dà gioia a Dio più di tutti i comandamenti osservati!
Commento di padre Ermes Ronchi, Osm.

Preghiamo. O Dio, Padre della luce, tu vedi le profondità del nostro cuore: non permettere che ci domini il potere delle tenebre, ma apri i nostri cuori con la grazia del tuo Spirito, perché vediamo colui che hai mandato a illuminare il mondo, e crediamo in Lui solo, Gesù Cristo, tuo Figlio, e nostro Signore. 
Egli è Dio, e vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

 

Scintille di speranza

Maria è l’unica ad avere creduto “in situazione di contemporaneità”, cioè mentre la cosa accadeva, prima di ogni conferma e di ogni convalida da parte degli eventi e della storia … Maria è la prima di coloro che hanno creduto sena avere ancora visto.
 Padre Raniero Cantalamessa.
 
Dio ama accendere luci circoscritte, per rischiarare poi a largo raggio. La Verità, come l’Amore, che ne sono il contenuto, si accendono la dove la luce viene accolta, diffondendosi poi a cerchi concentrici, quasi per contatto, nei cuori e nelle menti di quanti, aprendosi liberamente al suo splendore, diventano a loro volta sorgenti di luce.
Benedetto XVI.
 

“Chiunque tu sia Dio ti vede, individualmente. Egli ti chiama per nome. Ti vede e ti comprende come realmente ti ha fatto. Ti conosce internamente, conosce i tuoi sentimenti, i più riposti pensieri, conosce le tue inclinazioni, le tue preferenze, le tue forze e le tue debolezze… Ascolta la tua voce e i battiti del tuo cuore. Sente anche il tuo respiro. Tu non potresti mai amare te stesso, quanto Lui ti ama”.
 J. H. Newman
 
“Quello che so, per domani, è che la Provvidenza sorgerà prima del sole”. H. D. Lacordaire

 


Ultimo aggiornamento ( domenica 22 marzo 2020 )
 
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