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DISMILPAS - Gruppo di cammino PDF Stampa E-mail
Scritto da Raffaele   
sabato 30 gennaio 2016

Basterebbe una passeggiata in mezzo alla natura, fermarsi un momento da ascoltare, spogliarsi del superfluo e comprendere che non occorre poi molto per vivere bene. (Mario Rigoni Stern)

 Pubblichiamo l'articolo apparso su "IL BARBACIAN " di dicembre 2015 a cura di Marinella Cimatoribus ed edito dalla "Pro Spilimbergo"

  dismilpass.jpg

Nella promozione di sani stili di vita, i Gruppi di cammino si sono rivelati una delle migliori scelte recentemente fatte nell'ambito della prevenzione. Sulla base della raccomandazione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità di dedicare almeno 150 minuti la settimana a una moderata attività fisica, i Comuni di Spilimbergo e Valvasone Arzene, in collabo­razione con i Comuni di San Giorgio della Richinvelda, San Martino al Tagliamento e Sequals, con l'Azienda per l'Assistenza Sanitaria "Friuli Occidentale", gli Ambiti Distrettuali 6.4 e 6.2 e la Società Operaia di Tauriano, hanno impostato un programma che ha scelto di fare del cammino un'attività organizzata con caratteristiche di continuità.

Un gruppo di persone si ritrova più volte alla settimana per camminare lungo un percorso stabilito sotto la gui­da di un conduttore preparato. Il ruolo dei conduttori è determinante non solo per il successo del programma, ma anche per lo sviluppo del gruppo e per il raggiungi­mento dei benefici attesi. Con i nostri piedi per terra, facendo diecimila passi avremo la possibilità senza equipaggiamenti specifici di mantenerci in forma con semplicità, ridurre i sintomi dell'ansia e della depressione, tenere sotto controllo il colesterolo (cattivo), la pressione sanguigna, migliorare l'umore, rafforzare le ossa, attenuare lo stress, il rischio di malattie cardiache e tonificare il tessuto muscolare.

Andare a piedi vuol dire ascoltare le risposte del proprio corpo in attività, cogliere e apprezzare l'ambiente che ci circonda, guardare il paesaggio, perdere fardelli che ci appesantiscono, pensieri ripetitivi. Andare a piedi, per non passare velocemente tra le cose e le persone, fare un po' dì strada in loro compagnia e avere la sorpresa di godere di un tempo per conoscere qualcosa di più di noi stessi e dei nostri compagni di viaggio. Significa avere la padronanza del passo su terreni bagnati, su sassi, piccole alture, parti sconnesse per fare in modo che i nostri piedi sempre più "intelligenti" riconoscano per ogni ostacolo o diversità sotto di loro, l'andatura migliore per superarli. Il camminare è uno strumento utile, fruibile dalla mag­gior parte delle persone, semplice e spontaneo.

Da quando all'età di circa un anno impariamo a raggiunge­re la postura eretta, a spostarci nello spazio, tendiamo a non abbandonarla più e se con gli anni gli acciacchi o la stanchezza ci intaccano, ci riesce difficile anche solo accettare di aiutarci con il bastone. Solo le signore di un tempo non vedevano l'ora di rag­giungere quell'età in cui con un bastone con pomello cesellato e un cappello a larghe falde mostravano la loro autorità. Anche per gli uomini bastone e cappello sono sempre stati un segno di distinzione. Ora tripodi o stampelle, funzionali all'uso privi di qualsiasi fascino indicano solo irrimediabilmente che la nostra colonna o le nostre articolazioni sono un po' più deboli.

Ci sono molti gruppi di cammino: i militari, durante le parate segnano il passo insieme; i fedeli nelle proces­sioni camminano cantando e pregando; i migranti che arrivano da lontano formando un fiume inarrestabile molti senza più parole né una meta precisa, animati dal coraggio e dalla speranza di stare meglio; gli escursio­nisti sempre generosi verso l'ambiente e i compagni; c'è chi fa un pellegrinaggio e si ritrova con una espe­rienza indimenticabile; poi ci sono i gruppi di cammino salutistici che rappresentano occasione propizia per liberarsi dalla sedentarietà, per trovare il piacere di darsi retta l'un l'altro.

Sui sentieri percorsi gli argomenti di conversazione sono sollecitati dall'osservazione dell'ambiente fatto di orti domestici, di campi coltivati, di piccoli o smisurati vigneti, fiori spontanei e quelli nei giardini delle case, al­beri maestosi, melograni, piccole mele selvatiche, siepi di bosso, piante infestanti come gli alianti (meglio cono­sciuti come i pucia) che difficili da estirpare soppiantano ogni altro elemento. Campi di rape pronte per mettere sotto vinaccia per diventare brovada, estensioni di granoturco, soia. Numerose le ricette delle minestre, delle marmellate con i frutti di stagione, delle conserve di verdure.
 
Nei primi incontri quasi inevitabilmente la conversazione cade sull'origine dei nomi di famiglia per avere notizie sulla provenienza , appartenenza, sulla nostra storia e sulle conoscenze comuni. "Ma tu sei figlio di...? nipote di...? mi ricordo quando... la mia famiglia... sono nato lì... i miei nipoti sono piccoli... i miei vanno all'universi­tà...". E sicuramente prima o poi ci sì racconta la storia delle scarpe, quelle che indossiamo, di quanti viaggi abbiamo fatto con loro di come non riusciamo a but­tarle perché solo quelle ci stanno così comode, e poi a parlare di libri, di cinema e molto altro. Il naso è sollecitato dal profumo piacevole dei fiori o da quello meno gradevole delle stalle o degli allevamenti di animali. Si ascolta quasi distrattamente il canto degli uccelli, ma ci si meraviglia alla vista di un piccolo nato di volpe o dì qualche animaletto di campagna. Vicino alle case il passaggio è segnalato dall’abbaiare dei cani che poi col più andare del tempo riconoscono le persone.
 
Il Gruppo di Cammino che si chiama "Dìsmilpass" che fa parte dei Gruppi di Cammino del Comune di Spilimbergo è sostenuto coordinato dalla Società Operaia di Tauriano e parte dall'ormai famoso Orto della Società Operaia posto dietro la ex scuola elementare, percorrendo i sentieri che si snodano tra i campi verso la fornace e la zone vicine. Tutti possono partecipare, anche chi abita in un altro paese... basta essere puntuali al posto di ritrovo per effettuare l'uscita! Ogni volta si sceglie l'itinerario più adatto a seconda del tempo atmosferico per non bagnarsi troppo quando al mattino l'erba e fango mettono a dura prova la tenuta delle calzature. Se sorpresi dalla pioggia lungo la stra­da, ognuno dallo zainetto tira fuori l'ombrello da viaggio o la mantella.
 
Il 12 ottobre, anniversario dello scoppio della ex-polve­riera Rovina avvenuto nel 1979, il gruppo "Disrnilpass" era in cammino e su proposta di alcuni partecipanti si è recato nella zona dell'accaduto che si trova nelle adiacenze della strada del Crist, tra Tauriano e Istrago. Molti presenti hanno raccontato di quel giorno, la con­versazione per un momento si è fatta triste soprattutto pensando a Luca il bambino di 12 anni che seduto in una stanza della sua casa a buona distanza dai can­tieri fu colpito da un sasso violentemente entrato dalla finestra. Dopo riprendendo il cammino ogni cosa si è stemperata e i muscoli hanno ripreso il sopravvento sui pensieri, così anche quel giorno percorrendo circa cin­que chilometri in un'ora abbiamo distanziato la morte che corre sempre da sola ed è più lenta. .
 
Questo articolo è dedicato a: Serena, Fulvio, Daniela, Donatella, Beatrice, Patrizia, Mirvana, Giuliana, Giovanna, Vania, Carlo, Gabriella, Francesco, Luisa, Maria, Anita, Giovannina, Mirella, Antonia, Marija, Marisa, Lauretta.  

 

 

Ultimo aggiornamento ( sabato 30 gennaio 2016 )
 
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