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Cavalleggeri Saluzzo
Scritto da Administrator   
sabato 12 aprile 2008

Da www.cavalleriaitaliana.it

CAVALLEGGERI DI SALUZZO 

 

Anno di costituzione:    1848
Motto:    Quo fata vocant
Ricompense:    1 medaglia d'argento al valor militare
Festa di Corpo:    Il 2 novembre in commemorazione dei fatti d'arme di Tauriano del 1918
Stato attuale:    Il Reggimento  risulta sciolto nel 1990


       
Colori tradizionali    Stemma del 1920    Ultimi colori portati

Colori TradizionaliStemma del 1920Colori Portati


Cenni storici

Trae le sue origini dal VII Reggimento di Cavalleria formato a Vercelli nell'agosto 1848 con la fusione di due reggimenti (uno di Dragoni ed uno di Cavalleggeri. Detto anche Cacciatori a Cavallo e poi Cavalleggeri di Pio IX), costituiti con elementi volontari a Milano nel marzo dello stesso anno.
Nel gennaio 1850 il 7° Reggimento pass? a far parte della Cavalleria leggera con il nome Cavalleggeri di Saluzzo. Il suo 1° sqdr. partecipo' alla spedizione di Crimea. Nel 1871 prese nome di 12° Reggimento Cavalleria (Saluzzo), nel 1876 quello di Reggimento Cavalleria Saluzzo (12°) e nel 1897 di Reggimento Cvalleggeri di Saluzzo.
Partecipo' alle seguenti campagne: 1848-49; 1855-56; 1859, 1866; 1887-88; 1895-96; 1911-12 oltre che quella per la repressione del brigantaggio.
cavalleggeri-saluzzo-tauriano-novembre-1918.jpg
Durante la grande guerra (1915-1918) partecipo' inizialmente alle operazioni per la conquista del campo trincerato di Gorizia, raggiungendo le pendici del Sober e le valli del Vippacco e della Vertoiba. Nell'agosto-settembre del 1917 concorse alla battaglia della Bainsizza, lanciando audaci pattuglie verso Chiapovano, Tarnova e le pendici del S. Gabriele. Durante la ritirata dell'esercito sul Piave sostenne combattimenti di retroguardia per ritardare l'avanzata nemica, a cavallo a Beivars ed a piedi a Mulino Hoche. Sferrata la nostra offensiva finale dell'ottobre 1918, il Saluzzo fu lanciato all'inseguimento lungo la direttrice Tauriano-Istrago, ove carica brillantemente il nemico e merita, oltre alla citazione sul bollettino di guerra del Comando Supremo N. 1266, la medaglia d'argento con la seguente motivazione: "Gi distintosi nella battaglia di Gorizia e in quella della Bainsizza, copertosi di gloria nel contrastare il `sacro suolo della Patria al nemico invasore, nel giorno della riscossa si slanciava in brillante irresistibile carica contro forti retroguardie avversarie, annientandole" (Gorizia, 11-16 agosto 1916; Gargaro, 24-30 agosto 1917; Isonzo-Piave, 25 ottobre-1o novembre 1917; Tauriano-Istrago Spilimbergo, 2 novembre 1918).
Nell'aprile del 1920 incorpora elementi dei disciolti Cavalleggeri di Vicenza ed uno squadrone dei Cavalleggeri Guide, assumendo la denominazione di Reggimento Cavalleggeri di Saluzzo.
Dal 6 al 18 aprile del 1941, inquadrato nella 1^ Divisione Celere, prendono parte olla campagna ­italo-jugoslava occupando le località di Pothum, Comirie, Ladewac e Vaganac.
L'11 maggio il Reggimento raggiunge la località di Jastrebarsko, dove viene impiegato in azioni di pattugliamento e di polizia.


Nel 1942 a seguito dell'intensificarsi dell'azione dei partigiani serbo-croati, il Reggimento viene impiegato in azioni di rastrellamento e pattugliamento nella zona dei monti Gorianci e nella zona della Petrova Gora.
Il II Gruppo Squadroni di "Saluzzo" sventa, nel mese di novembre, un poderoso attacco di formazioni partigiane contro il caposaldo italiano di Sveta Jona.
Saluzzo, con la 1^ Divisione Celere, viene trasferito in Dalmazia ed il giorno 25 di dicembre raggiunge Sebenico col compito di sorvegliare e difendere il settore compreso tra Konjevrate e Traº.


Nel 1943 il reggimento, autocarratosi per l'occasione, svolge un'azione in direzione di Konjevrate, dove il 6 gennaio impegna un vivace combattimento con formazioni partigiane che sono costrette a sganciarsi e a ripiegare.
Il 17 gennaio "Saluzzo", saputo dell' imboscata tesa ad Alessandria ed all'eroica fine del col. Da Zara a Vodice, raggiunge tale località con mezzi da sbarco della Marina conducendo una vasta operazione di rastrellamento.
Il 5 ed il 6 febbraio il Reggimento Saluzzo, con gli squadroni in parte appiedati e in parte a cavallo, raggiunge per itinerari diversi la località di Bilice, riuscendo a circondare, sorprendendola, una formazione partigiana. La reazione nemica ? violenta, ma alla fine solo pochi guerriglieri riescono a porsi in salvo, lasciando sul campo morti, feriti e numerosi prigionieri. Vengono decorati di medaglia di Bronzo al v.m. per il brillante comportamento il Magg. Franco Martelli ed il cavalleggero Mapelli.


Dal marzo al giugno il reggimento¡ isolato, o con altri reparti della Div. Celere, svolge una logorante azione di pattugliamento e rastrellamento nelle località di Konjevrate, Losovazzo, Scardona, Verpolie, Rogosnizza, Numerosi gli scontri a fuoco e molti i partigiani catturati.
Il 1? giugno il Reggimento viene dislocato a Porto Re, con il I Gruppo distaccato a Krasica, In queste località deve impegnare numerosi combattimenti contro imbaldanzite formazioni partigiane.
Nel luglio con il Reggimento "Alessandria", "Saluzzo" effettua unaimportante azione di rastrellamento a Monte Tic. Si distingue in questa azione il 4? Squadrone, comandato dal Cap. S. di Castelbarco, che riesce a occupare una importante posizione tenuta da¡ partigiani.
Il 20 agosto, "Saluzzo" con un Gruppo Squadroni appiedato ed uno a cavallo, partecipa ad una importante azione predisposta dalla Divisione di Fanteria Re (comandante, generale Pelligra) nella zona di Segna, costituendo l'ala sinistra dello schieramento. Dopo un primo insuccesso dei reparti appiedati, con il concorso dei reparti a cavallo, la posizione viene occupata e mantenuta, Il giorno successivo reparti a piedi e a cavallo svolgono un rastrellamento a largo raggio eliminando le ultime resistenze.
L'8 settembre 1943 il Reggimento viene sorpreso dall'armistizio a Novi, tra Cirquevizza e Segna. I partigiani cercano di penetrare nei nostri capisaldi, per disarmare i presid­; ma il fermo e deciso atteggiamento del Col. G. Curreno di S. Maddalena, comandante di Saluzzo e di tutto il Reggimento, respinge ogni tentativo e mantiene la coesione dei reparti.
Il giorno 10 alle prime ore del giorno, il Reggimento al completo si porta a Cirquevizza per provvedere alla sicurezza del Comando del V Corpo d'Armata. Successivamente si trasferisce a Fiume distaccando, per evitare sorprese, numerose pattuglie di sicurezza. La marcia di trasferimento procede lentamente per l'atteggiamento dei partigiani.
L'11 "Saluzzo" raggiunge Fiume e, tra lo stupore della massa di sbandati e l'ammirazione della popolazione, sfila in parata con la fanfara in testa dinnanzi al Generale Gambara, comandante della Piazza. Quindi presidia la cinta difensiva, dall'Eneo di Porto Baros alle colline di Santa Caterina, predisponendo la difesa della citta'. Il 13 il comando della Piazza di Fiume permette l'ingresso in citt¡ di colonne tedesche. Per i Cavalleggeri di Saluzzo, vista inutile ogni resistenza, non resta che abbandonare ordinatamente la citt¡ e, seguendo le leggi dell'onore, darsi alla macchia ed entrare a far parte del movimento clandestino di resistenza.

Il 15 settembre del 1964 si ricostituisce a Reggio Emilia il gruppo squadroni Cavalleggeri di Saluzzo (12°), successivamente trasferito a Gradisca d'Isonzo.

Ultimo aggiornamento ( giovedì 01 febbraio 2018 )
 

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