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Municipio risolve conflitto tra controllore e controllato nella società Mistral PDF Stampa E-mail
Scritto da Raffaele   
mercoledì 01 dicembre 2010

Il Comune uscirà dalla Mistral Fvg srl, la società che gestisce l'impianto di termocombustione dei rifiuti speciali nella zona industriale del Cosa di Tauriano. La decisione è stata presa nella seduta del consiglio comunale di lunedì sera, mettendo fine ad anni di polemiche sul ruolo ambiguo dell'amministrazione pubblica. Il Comune infatti fin dalla riattivazione dell'impianto detiene una quota del 5% delle azioni (il pacchetto di maggioranza è detenuto dalla ditta Hafner di Bolzano), difesa a spada tratta dalle precedenti giunte leghiste in base al principio che avere un posto nella stanza dei bottoni è strategico per controllare la gestione dell'inceneritore. Addirittura per un certo periodo era stato lo stesso assessore comunale e provinciale all'Ambiente Antonio Zavagno a rappresentare l'ente pubblico.

Di parere opposto sono invece sempre state le forze di opposizione, con il dito puntato sul doppio ruolo del Comune («controllore controllato», nel senso che da un lato deve vigilare sul funzionamento dell'impianto e dall'altro ne è comproprietario). Tra l'altro, il verificarsi di diversi incidenti, soprattutto nel 2004 e 2006, con conseguenti chiusure dell'inceneritore, hanno dimostrato che l'azione di controllo in effetti non ha sempre funzionato nel migliore dei modi. La diatriba è stata risolta con una decisione presa all'unanimità dai consiglieri di tutte le forze politiche.

La proposta è stata presentata dal sindaco Francesconi, che però ha anche messo le mani avanti, avvertendo che la cessione delle quote non sarà automatica. In pratica il consiglio ha solo autorizzato il primo cittadino e la giunta a trattare la vendita, per cui i tempi potrebbero essere lunghi. La vicenda ha anche un risvolto pratico: il 5% delle quote corrisponde a circa 155 mila euro, che quindi potranno essere incamerati nel bilancio. Si tratta però di un valore nominale: la cifra effettiva dipenderà da quanto il sindaco riuscirà a spuntare.

Sembra questa la volta buona per una tale decisione. Già nel 2003 il sindaco Soresi aveva annunciato la decisione di mettere in vendita la quota comunale di azioni. La società milanese Enertad, un colosso delle attività ambientali, pareva infatti interessata ad acquisire la società; ma l'affare non andò mai in porto. Nella stessa serata di lunedì si è presa in considerazione anche l'ipotesi di vendere i terreni su cui insiste l'inceneritore, ora concessi in affitto; ma su questo punto si è deciso di prendere più tempo, per valutare meglio la convenienza strategica ed economica di una simile operazione.

 

Ultimo aggiornamento ( mercoledì 01 dicembre 2010 )
 
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