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Le cave ampliate nuovi contributi al Comune PDF Stampa E-mail
Scritto da Raffaele   
giovedì 29 luglio 2010

Punto caldo del consiglio comunale dell’altra sera a Spilimbergo l’approvazione a maggioranza (sette i voti contrari dei consiglieri Pd e de Il Tagliamento) dell’adozione della variante numero 41 al piano regolatore generale, progetto predisposto dagli architetti Emilio Savonitto e Giorgio Del Fabbro di Udine e presentato all’assemblea dall’assessore all’Urbanistica Silvano Pillin. Un documento importante per le ricadute che avrà sul futuro assetto urbanistico della città, e che, per i suoi contenuti ha tenuto alto il tono della discussione politica fra i banchi dell’assemblea municipale. Senza scossoni la presentazione dei progetti relativi gli snodi viari previsti con la realizzazione di rotatorie (in totale a Spilimbergo in futuro si dovrebbero avere sei nuove rotonde, tutte in punti cruciali), la modifica da «aree con funzioni speciali» ad «aree dei servizi pubblici e privati» per le due ex caserme De Gasperi di Vacile e Zamparo di Istrago (siti destinati a diventare un parco fotovoltaico), la riduzione a nord e il contestuale ampliamento a nordest e a sudest delle aree produttive, nonché alcune modifiche territoriali che riguarderanno terreni di privati cittadini. Cave da ampliare. La discussione s’è fatta accesa sull’ampliamento delle «aree con funzioni speciali» relativamente alla cava Vallata e al cantiere Rovina.

 

In buona sostanza, come chiarito dallo stesso assessore Pillin, l’adozione della variante comporterà un’ulteriore ampliamento in profondità di una decina di metri: dalla Cava Vallata (di proprietà della Confbeton inerti e situata nella zona industriale nord) saranno estratti altri 3 milioni di metri cubi di ghiaia mentre un altro milione e 300 metri cubi saranno estratti dalla Cava Rovina (di proprietà della società Ariec di Tauriano). Nelle casse comunali, come precisato dallo stesso Pillin, «finiranno qualcosa come due milioni di euro». Minoranza all’attacco. Critica la minoranza. «Su due milioni di euro non ci si sputa sopra – ha affermato il consigliere di “Noi per Voi” Elzio Fede (nella foto) – Ci chiediamo chi porrà rimedio al danno ambientale che sarà generato dall’ulteriore escavazione». Altrettanto critico il consigliere Pd Fabio Martina, il quale, come Fede, ha voluto sottolineare il fatto di mettere insieme nello stesso documento da approvare contenuti diversi tra loro, evidenziando ironicamente «come non si possa raffazzonare tutto». «Col denaro che il Comune incasserà dal loro ampliamento – ha puntualizzato il consigliere Pd – rispetto al danno ambientale subìto nei prossimi dieci, quindici anni, il Comune non ripagherà nemmeno le buche sulle strade percorse dai camion che trasportano la ghiaia». Una linea condivisa anche dalla capogruppo de “Il Tagliamento”, Maria Grazia Perrucci: «La scelta politica di perdurare nello sfruttamento del territorio e il suo danneggiamento non può trovarci d’accordo. Comprendiamo che due milioni di euro siano utili ma sono un costo in termini di ambiente che non possono essere condivisi».

 

 
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