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Mistral, così il raddoppio PDF Stampa E-mail
Scritto da Raffaele   
mercoledì 11 novembre 2009
Claudio Romanzin scrive su "Gazzettino di Pordneone"

Mercoledì 11 Novembre 2009,

Fino a un massimo di 60 mila tonnellate all’anno di rifiuti speciali ospedalieri e industriali. È questa la capacità che avrà l’impianto termovalorizzatore della Mistral Fvg di Spilimbergo, se la Regione approverà il progetto di ampliamento che è stato presentato nei mesi scorsi e che attualmente è fermo, perché deve essere sottoposto alla valutazione di impatto ambientale.


      La richiesta ha conosciuto un iter piuttosto complesso, perché la Mistral ha presentato una prima richiesta agli inizi di maggio dello scorso anno, chiedendo però solo delle “modifiche impiantistiche e gestionali dell’impianto” esistente. Mentre era in corso l’esame, però, la stessa società ha presentato una nuova richiesta, più articolata, che prevede anche la “realizzazione di una nuova linea in sostituzione di quella esistente, avente identiche caratteristiche di potenzialità termica e di quantitativo dei rifiuti trattati”.
      La Commissione tecnico consultiva della Regione ha però riscontrato che “lo studio ambientale è carente di informazioni sullo stato in essere delle varie componenti ambientali” e in particolare le conseguenze su: aria, viabilità e traffico, rumore. Tra l’altro manca, a detta degli uffici regionali, una analisi dello “status quo”, cioè della situazione così com’è attualmente, in mancanza della quale non si può capire cosa cambierà con la nuova struttura. Inoltre la commissione ritiene “superficiale” anche “l’analisi degli impianti in fase di cantiere”. Di qui la decisione della Direzione centrale Ambiente e Lavori pubblici (emanata circa tre settimane fa) di assoggettare il progetto alla Via, cioè alla valutazione di impatto ambientale.
      In attesa di essere quindi valutato in modo più approfondito, il progetto prevede in sostanza la costruzione di una nuova linea per bruciare i rifiuti con il sistema di termovalorizzazione (cioè sfruttando l’energia prodotta dalla combustione per la produzione di energia elettrica e potenzialmente anche di acqua calda), pari a circa 30 mila tonnellate l’anno. Una volta entrata in funzione questa nuova linea, il vecchio impianto pare verrà demolito e ricostruito, nello stesso sito, sempre per la capacità di altre 30 mila tonnellate l’anno.
      «Il secondo impianto – obiettano gli esponenti politici contrari, tra cui Elzio Fede - dovrebbe essere utilizzato solo in alternativa al primo, quando questo sarà fermato per manutenzione. Ma è difficile credere che si investano tanti milioni di euro per un impianto che dovrebbe funzionare solo poche settimane l’anno». Potenzialmente, dunque, con due linee anziché una, l’inceneritore della Mistral potrebbe bruciare 60 mila tonnellate l’anno di rifiuti speciali ospedalieri e industriali.

Ultimo aggiornamento ( giovedì 25 febbraio 2010 )
 
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